DISSERVIZI SANITARI IN APPENNINO: IL CASO CONCRETO E LA NOSTRA RISPOSTA PROGRAMMATICA
Oggi vogliamo denunciare un fatto successo lo scorso anno in un piccolo comune dell’Appennino tosco-emiliano: un cittadino colpito da sospetto ictus non ha potuto beneficiare del tempestivo intervento dell’elisoccorso a causa di criteri di assegnazione che riteniamo inadeguati.
La moglie che ha chiamato i soccorsi si è sentita rispondere:
“Se ricapita, la prossima volta invece che dire ‘un ictus’ deve dire ‘il paziente davanti a me non risponde e non respira più, è crollato a terra con una morte presunta”!
Questo fatto impone una riflessione profonda e urgente sulla gestione delle emergenze nei territori periferici.
Non è accettabile che la complessità geografica si traduca in una riduzione dei livelli essenziali di assistenza (LEA).
Un ictus rappresenta una patologia tempo-dipendente: ogni minuto di ritardo incide drasticamente sulle possibilità di recupero del paziente.
La nostra proposta: Una Sanità di Prossimità e Innovazione
Il nostro programma elettorale affronta questa criticità con soluzioni strutturali e tecnologiche all’avanguardia, mirate a garantire la copertura fisica totale del territorio nazionale.
- Presidi Capillari: Ci poniamo l’obiettivo di istituire un punto di primo intervento o un presidio sanitario attivo in ognuno degli oltre 7.900 comuni italiani. Vivere lontano dai grandi centri urbani non deve comportare una minore tutela della vita.
- Ospedali Aerei e Mobilità Avanzata: Per superare i limiti della logistica tradizionale, proponiamo l’integrazione di unità mobili di soccorso avanzato e “Ospedali Aerei”. Si tratta di velivoli e droni tecnologicamente attrezzati per la diagnostica e la stabilizzazione d’urgenza, capaci di raggiungere le aree più impervie in tempi record, indipendentemente dalle criticità stradali.
Queste proposte hanno costi ed ostacoli da superare che il nostro programma ha già definito:
- costi: la nostra visione non è una spesa, ma un investimento preventivo. Curare le conseguenze croniche di un ictus non soccorso in tempo costa al Sistema Sanitario Nazionale molto più di un intervento rapido e tecnologico. I fondi vanno trasferiti dalla burocrazia centrale alla tecnologia di soccorso rapido. La vita dei cittadini non ha un prezzo, ha un valore che lo Stato deve tutelare.
- mancanza di medici: la sfida logistica è imponente, per questo puntiamo sull’integrazione tra presidi fisici snelli e tecnologia mobile. Non serve un grande ospedale in ogni borgo, ma un punto di primo intervento connesso in telemedicina e supportato dagli ‘Ospedali Aerei‘ (droni e velivoli attrezzati) che portano lo specialista o la tecnologia dove serve, in pochi minuti.
- 118 vs ospedali aerei: gli elicotteri attuali sono limitati da protocolli rigidi, come appena dimostrato, e disponibilità numerica. Gli ‘Ospedali Aerei‘ che proponiamo sono unità di nuova generazione, droni pesanti per il trasporto di attrezzature salvavita (come i trombolitici per l’ictus) che possono decollare anche in condizioni dove l’elisoccorso tradizionale trova ostacoli, garantendo una copertura fisica totale e riducendo i tempi di intervento del 50%.
La nostra solidarietà va alla famiglia coinvolta, unitamente al nostro impegno formale: trasformare la sanità da sistema centralizzato a rete diffusa di protezione.
