La via del ferro etrusca: un progetto di valorizzazione e turismo che coinvolge 2 regioni, Toscana ed Emilia-Romagna, 8 comuni e 47 province

Antefatto: più di 20 anni fa, diversi archeologi e speleologi trovano le tracce evidenti di una antica via etrusca che unisce due regioni, la Toscana e l’Emilia Romagna, partendo dall’isola d’Elba per arrivare a Spina, attraversando 8 comuni e 47 province: la via del ferro etrusca.
La prima strada d’Occidente e prima grande opera su suolo italiano, costruita dagli Etruschi 2.500 anni fa, lunga 250 chilometri e larga più di 6 metri, veniva percorsa, narra l’esploratore greco del VI secolo a.C., lo “pseudo” Scilace di Carianda, “in tre giorni di cammino”. Un tragitto di cui oggi sono stati portati alla luce solo poche centinaia di metri di acciottolato.

Questa strada, ha visto passare non solo merci, ma anche uomini, tecnologia, sapienza e cultura, contribuendo in modo significativo alle basi della nostra civiltà. Il centro nevralgico da cui passava questa via si trova nel comune di Grizzana Morandi e precisamente nella frazione di Monteacuto Ragazza, ai piedi di Montovolo, centro oracolare e monte di straordinaria importanza per gli etruschi.

Un primo incontro con istituzioni, imprenditori, amministrazioni ed associazioni nel maggio del 2025 ha portato alla luce dati allarmanti che da troppo tempo sono presenti nei nostri territori: la totale mancanza di partecipazione delle proloco e la grave incuria dei boschi.
In un contesto di profonda cooperazione ed incessante progettualità per la valorizzazione del nostro Appennino, abbiamo segnalato ed inviato relazioni dettagliate alla regione Emilia-Romagna, oltre a presentare istanza come minoranza al comune di Grizzana Morandi.
Dall’amministrazione ancora oggi non abbiamo avuto nessuna risposta nè soluzione idonee!!
Riporto di seguito stralcio della mia interpellanza: